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Boschi a dominanza di cerro
Boschi decidui di latifoglie a dominanza di Quercus cerris
 

Codice 31160

Sigla Cer

Copertura 8,95%

Ettari 15.954,99

 


 
 

Corrispondenza con i sistemi di classificazione degli habitat a livello comunitario

Corine Biotopes 41.7511 Cerrete sud-italiane
Habitat Eunis G 1.75 Boschi supramediterranei di Quercus sp. del Medit. orientale
Land Cover Corine 311

 

  
 

Descrizione

Queste cenosi che si presentano spesso come boschi monofitici o a dominanza di cerro, sono caratterizzate da una grande variabilità nella fisionomia e nella composizione floristica, accentuata anche dagli interventi antropici. Si tratta nella maggior parte dei casi di fustaie coetanee, non mancano tuttavia i cedui matricinati. Questi boschi presentano in genere una struttura pluristratificata, la cui complessità ed articolazione diviene maggiore soprattutto nelle aree sottoposte a ceduazione.

strato arboreo

Lo strato arboreo dominante è formato da esemplari alti mediamente 16-18 m e presenta una copertura mediamente elevata 80-90%. Oltre alla presenza del cerro, sono da segnalare Quercus pubescens, Ostrya carpinifolia, Carpinus betulus, Acer obtusatum, Fraxinus ornus. La fisionomia dello strato arboreo dominato è data essenzialmente da Carpinus orientalis, Acer obtusatum, Alnus cordata, Acer pseudoplatanus, dall’endemico Acer lobelii. Più rara è la presenza di Tilia platyphyllos.

strato arbustivo

Lo strato arbustivo, alto 1 o 2 m circa, è formato da cespugli di rosacee come Crataegus monogyna, Rosa arvensis,Rubus hirtus ePyrus pyraster. Un aspetto caratteristico di queste cenosi è la presenza dell’Ilex aquifolium, con esemplari a portamento cespuglioso alti anche 2,5 m.

strato erbaceo

Lo strato erbaceo che copre raramente meno del 40%, mette in evidenza, sotto il profilo floristico, la presenza di cerrete “mesofile” (piano mesotemperato superiore/supratemperato inferiore) caratterizzare da specie come Cardamine bulbifera, Geranium versicolor, Thalictrum aquilegifolium, Oenanthe pimpinelloides e di cerrete “termofile” (del piano mesotemperato) dove nello strato erbaceo si rinviene Lathyrus jordanii, Teucrium siculum e Ptilostemon strictus.
 
Ecologia

Gli ambiti di pertinenza ottimali per lo sviluppo di queste cenosi rientrano nel piano mesotemperato della Regione Temperata e ne rappresentano le formazioni climatofile. Prediligono stazioni fresche e con buona disponibilità idrica su suoli profondi, subacidi. Dominano sia su substrati arenaci che argillosi, mentre sui substrati calcarei compatti, la dominanza del cerro, all’interno di queste cenosi, subisce la concorrenza di specie più schiettamente basifile quali il carpino nero (Ostrya carpinifolia) o la roverella (Quercus pubescens); il cerro tende a tornare dominante laddove si accumulino suoli lisciviati ad alto contenuto argilloso-limoso.
 

Distribuzione locale

Le cerrete sono una delle tipologie più diffuse nel territorio, prevalgono nell’area collinare e submontana, tra i 400 e i 1100 m di altitudine. Estese cerrete sono presenti nella Valle del Trenico, sul M.te Centaurino e a Casalbuono (Bosco Cerreta).

 
 
 
 
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