aumenta dimensione testo resetta dimensione testo riduci dimensione testo  stampa pagina
 
NATURA E TERRITORIO

 

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano preserva un patrimonio di inestimabile valore, risultato delle millenarie ed armoniche interazioni tra ambienti naturali e opera dell’uomo. Quest’armonica integrazione tra Natura e Cultura ha trasformato il territorio cilentano in un complesso sistema biogeografico: città greche ed antichi centri storici, vetuste abbazie, castelli e casali sono incastonati in ambienti ancora incontaminati, ricchi di piante ed animali rari, boschi maestosi, grotte naturali in cui ancora aleggia la presenza dei nostri antenati del Paleolitico.

Posto al centro del Mediterraneo, “terra di mezzo”, ne rappresenta il Parco per eccellenza perché di questo mare incarna lo spirito più profondo, la ricchezza in termini di biodiversità, l’incontro tra mare e montagna, Atlantico e Oriente, culture nordiche e culture africane.

 

Con i suoi 181.048 ettari di territorio protetto a terra e 9.600 ettari di territorio protetto a mare, con le due Aree Marine Protette di “Santa Maria di Castellabate” e “Costa degli Infreschi e della Masseta”, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è la più grande area protetta d’Italia occupando tutta la parte meridionale della Campania, ai confini con la Basilicata. Esteso a ricomprendere ben 80 comuni, con una popolazione di circa 230.000 abitanti, si caratterizza per l’alternarsi tra aree di particolare wilderness e territori ad elevata antropizzazione, un vero laboratorio vivente dove sperimentare le opportunità del turismo sostenibile ed accompagnare la conservazione del patrimonio naturale alla promozione e allo sviluppo socio-economico del territorio.

Il territorio del parco si presenta molto diversificato per quanto riguarda l’uso del suolo. Come per lo storico e l’antropologo emergono dal territorio del parco le sedimentazioni millenarie legate alla permeabilità storica alle più diverse culture, il carattere del territorio cilentano che più affascina il naturalista e l’ecologo è l’eterogeneità ambientale. Eterogeneità che solo in parte è legata alla vastità dell’area e all’azione dell’uomo. La variabilità litologica, geomorfologica, climatica crea di per sé una eterogeneità potenziale non facilmente riscontrabile in altri settori della Penisola. La posizione geografica, di contatto tra la regione biogeografica temperata e mediterranea, mette a disposizione del territorio fisico una grande ricchezza di specie animali e vegetali che danno luogo a paesaggi naturali di eccezionale valore biogeografico. L’azione dell’uomo si manifesta articolata e diversificata in funzione dei caratteri storici, culturali e, mai come in questo caso, ambientali. Infatti solo poche parti del territorio hanno infrastrutture e imprese, agricole o industriali, con tecnologie moderne che tendono ad emanciparsi dai condizionamenti ambientali e ad indirizzarsi verso produzioni standardizzate; al contrario la maggior parte del territorio conserva una agricoltura basata prevalentemente sulle risorse naturali e pertanto il paesaggio, nel suo insieme, presenta caratteri fortemente correlati con le caratteristiche fisiche e biologiche dei sistemi ambientali che vi sono sottesi. Si tratta comunque di un paesaggio specificamente culturale perché è alta e significativa la relazione e l’integrazione tra caratteri ambientali e caratteri antropici, e gli effetti di tale integrazione rimangono incisivi anche quando si analizzano le attività agro-silvo-pastorali e i caratteri e le tipologie delle infrastrutture e degli insediamenti.

Il lavoro svolto dall’Ente Parco nella divulgazione delle caratteristiche del territorio hanno portato a prestigiosi riconoscimenti internazionali: l’inserimento nella rete delle Riserve di Biosfera del programma MAB dell’UNESCO e soprattutto l’inserimento, per la prima volta concesso ad un Parco mediterraneo, nella esclusiva lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, come “paesaggio culturale” di rilevanza mondiale.

 

Nei grafici di seguito riportati vengono presentati le varie tipologie di uso del suolo del territorio.

I dati sono ricavati dal "Piano di Gestione Naturalistico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano - Cartografia fisionomica della vegetazione", redatto dal Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Roma "La Sapienza".

   

Uso del suolo

 

 

Superfici artificiali


 Aree agricole


Boschi

 

 

Cespuglieti

 

 

Macchia

 

 
Praterie

 
Altro

 
        
 

top
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
logo del parco nazionale del cilento, vallo di diano e alburni
 
facebookyoutubefeed rss
 
 
© 2008-16 Conservazione della Natura. Tutti i diritti riservati. Termini d’uso . mappa .  hcms.