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Vegetazione psammofila
 Vegetazione arbustiva ed erbacea delle coste basse e sabbiose

  

Codice 33120

Sigla Vp

Copertura 0,01%

Ettari 26,50

 

  

 

Corrispondenza con i sistemi di classificazione degli habitat a livello comunitario

Corine Biotopes 16.21 Dune costiere mobili

Habitat Eunis B 1.3 Dune costiere mobili

Land Cover Corine 331

 

          

 

Descrizione

La vegetazione psammofila delle sabbie incoerenti che, superata la zona afitoica, si inconta per prima, è rappresentata da formazioni pioniere altamente specializzate, spesso effimere, povere in specie, dove oltre a Cakile maritima, crucifera succulenta, si rileva la presenza di Xantium italicum. Successivamente su sabbie ancora incoerenti e con elevati valori di salinità ma con distanze maggiori dal mare, si incontrano formazioni, sempre molto rade, dominate da Agropyrum junceum, una graminacea rizomatosa che riesce a propagarsi facilmente e velocemente e che limita la mobilità della sabbia e favosisce la presenza di Calystegia soldanella, Pancratium maritimum e Eryngium maritimum di svilupparsi. Le formazioni che colonizzano le dune mobili sono caratterizzate fisionomicamente dalla presenza di Ammophila arenaria che insieme a Medicago maritima, Crucianella maritima e Anthemis maritima svolgono un importante ruolo di consolidamento della duna. Queste ultime cenosi possono essere in contatto con la macchia a Myrtus communis, Pistacia lentiscus, Rosmarinus officinalis, Rhamuns alaternus, Cistus salvifolius, Citus incanus e Cistus monspeliensis oppure da cenosi dominate dal Pinus halepensis.

 

Ecologia

Vegetazione tipica delle coste basse e sabbiose del piano termomediterraneo della Regione Mediterranea, costituita da specie altamente specializzate che hanno potuto, grazie a numerosi adattamenti, come la succulenza, il portamento reptante, la pelosità e riduzione di fusti e foglie, di insediarsi questi ambienti con limitate disponibilità d’acqua e nutrienti su substrati incoerenti e mobili.

 

Distribuzione locale

La forte antropizzazione dei litorali del Cilento ha provocato, in molti casi, la distruzione dell’originaria vegetazione psammofila, che potenzialmente potrebbe occupare tutto il tratto di costa bassa e sabbiosa del Cilento, oggi rappresentata da piccoli e frammentati nuclei, non ben strutturati. Presso Marina d’Ascea, Cala del Cefalo sono presenti i nuclei meglio conservati.

 
 
 
 
logo del parco nazionale del cilento, vallo di diano e alburni
 
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